Preavviso dimissioni

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Preavviso dimissioni 2026: guida al calcolo, tempi CCNL e procedura telematica

Venerdì, 16 Gennaio 2026

Il preavviso dimissioni è uno degli aspetti più delicati quando si decide di cambiare lavoro. Infatti, non riguarda solo l’invio formale della comunicazione, ma incide direttamente su elementi fondamentali come:

  • l’ultima busta paga
  • il TFR
  • eventuali trattenute economiche
  • la correttezza formale della cessazione del rapporto di lavoro

Nel 2026, con CCNL sempre più articolati e differenziati, conoscere come si calcola il preavviso, quando decorre realmente e cosa succede se non viene rispettato è essenziale per evitare errori che possono costare caro.

Attenzione: uno degli errori più diffusi online è credere che il preavviso parta sempre dal giorno successivo. In realtà, non è così per tutti i contratti collettivi.

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Decorrenza dimissioni: quando inizia davvero il preavviso

Questo è senza dubbio il punto più critico e più cercato dai lavoratori. In sostanza, la decorrenza del preavviso dipende esclusivamente dal CCNL applicato.

CCNL Metalmeccanico

Il preavviso decorre dal giorno successivo alla comunicazione delle dimissioni. Il conteggio avviene secondo quanto stabilito dal contratto (giorni di calendario o lavorativi). Proprio per questo motivo, è uno dei CCNL più lineari dal punto di vista applicativo.

CCNL Commercio e Terziario

Qui si concentra il maggior numero di errori. Il preavviso può decorrere solo dal 1° o dal 16 del mese:

  • dimissioni inviate il 5 → decorrenza dal 16
  • dimissioni inviate il 20 → decorrenza dal 1° del mese successivo

Sbagliare la decorrenza nel Commercio può comportare perdite economiche rilevanti.

CCNL Alimentare Industria

In linea generale, il preavviso decorre dal giorno successivo. Tuttavia, possono esistere usi aziendali o accordi integrativi, motivo per cui è sempre consigliabile verificare il contratto individuale o chiedere conferma.

Quando inizia davvero il conteggio?

Questo è il punto che genera più dubbi. In sostanza, quando si dice che il preavviso parte dal “giorno successivo”, si intende che il conteggio dei giorni inizia alle ore 00:00 del giorno dopo quello in cui hai effettuato l’invio telematico.

  • Esempio pratico: Se invii le dimissioni online martedì 20 gennaio, il tuo primo giorno di preavviso sarà mercoledì 21 gennaio. Il martedì non viene conteggiato nel periodo di preavviso.

Tuttavia, bisogna prestare massima attenzione alla tipologia di contratto:

  • CCNL Metalmeccanico: segue la regola standard del giorno successivo (giorni di calendario).
  • CCNL Commercio e Terziario: a questo proposito, la regola del “giorno successivo” vale solo se coincide con le date fisse. Se invii le dimissioni il 5 del mese, il preavviso non partirà il 6, ma direttamente il 16. Se le invii il 20, partirà il 1° del mese successivo

Esempi indicativi dei tempi di preavviso (anzianità fino a 5 anni)

È importante chiarirlo: i tempi possono variare in base ad anzianità, qualifica (operai, impiegati, quadri), livello e aggiornamenti contrattuali. Di seguito una sintesi orientativa dei valori più comuni nel 2026.

Preavviso dimissioni
I valori indicati sono esempi pratici, non tabelle uniche e definitive.

Calcolo giorni preavviso dimissioni: cosa influisce davvero

Oltre ai tempi tabellari, nel calcolo effettivo del preavviso incidono diversi fattori, tra cui:

  • anzianità di servizio
  • qualifica e livello
  • corretta decorrenza
  • ferie e malattia

È fondamentale sapere che ferie e malattia sospendono il preavviso: la data di cessazione del rapporto slitta in avanti di tanti giorni quanti sono quelli di assenza.

Indennità di mancato preavviso: cosa succede se non lo rispetti

Se il lavoratore interrompe il rapporto senza rispettare il preavviso, l’azienda ha il diritto di trattenere un importo dalla liquidazione finale. In pratica, la trattenuta equivale alla retribuzione lorda dei giorni di preavviso non lavorati.

Proprio per questo motivo, quando possibile, è consigliabile:

  • concordare una risoluzione consensuale
  • formalizzare un accordo scritto che riduca o annulli l’indennità

Dimissioni telematiche 2026: procedura corretta

Attualmente, le dimissioni sono valide solo se presentate online tramite il portale Servizi Lavoro / Cliclavoro, utilizzando SPID o CIE.

Procedura:

  1. compilazione del modulo di dimissioni volontarie
  2. inserimento della data di decorrenza corretta (attenzione ai vincoli del Commercio)
  3. invio e salvataggio della ricevuta

Ricorda: è possibile revocare le dimissioni entro 7 giorni dall’invio.

FAQ – Domande frequenti

Le ferie sospendono il preavviso?
Sì. Ferie e malattia interrompono il conteggio e prolungano il rapporto di lavoro.

Cosa sono le dimissioni per giusta causa?
Consentono di dimettersi senza preavviso in presenza di gravi violazioni aziendali (stipendi non pagati, mobbing, gravi irregolarità). In questi casi il lavoratore ha diritto alla NASpI.

Cosa succede se voglio iniziare subito il nuovo lavoro senza finire il preavviso?

In sostanza, devi trovare un accordo scritto con la tua azienda per la rinuncia al preavviso. In mancanza di questo, il datore di lavoro tratterrà l’indennità sostitutiva direttamente dalle tue ultime competenze in busta paga.

Il preavviso va dato anche in caso di dimissioni per pensionamento o maternità?

In linea generale, per la pensione sì, rispettando i tempi del CCNL. Al contrario, le dimissioni durante il periodo di maternità (fino al primo anno del bambino) non richiedono preavviso e danno diritto a percepire l’indennità dall’azienda.

Preavviso dimissioni: gestirle con professionalità

In conclusione, gestire correttamente il preavviso dimissioni significa tutelare il proprio reddito, evitare errori formali e chiudere il rapporto di lavoro in modo impeccabile. D’altronde, lavorare informati è il primo passo per una transizione professionale di successo.

Agenziapiù supporta i lavoratori con:

  • verifica del CCNL applicato e della decorrenza corretta
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  • supporto nella procedura telematica
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