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Venerdì, 6 Febbraio 2026
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Se cerchi dati aggiornati sui NEET in Italia nel 2026, questa guida ti offre un’analisi precisa della situazione attuale e un piano d’azione concreto per uscire dal limbo e trovare la tua strada professionale.
I NEET — Not in Education, Employment or Training — sono i giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi formativi. In Italia, il fenomeno continua a rappresentare una delle sfide sociali più rilevanti del 2026. Tuttavia, grazie ai dati più recenti, è possibile comprendere meglio la situazione e individuare strategie concrete per uscirne.
Questa guida, basata su dati Eurostat 2024 elaborati da Openpolis e Fondazione Con i Bambini, offre:
Se stai cercando un modo concreto per rimetterti in movimento, carica il tuo CV su Agenziapiù che ti aiuterà a costruire il tuo percorso professionale.
Secondo le elaborazioni Openpolis su dati Eurostat 2024:
👉 L’Italia è il secondo Paese europeo per incidenza NEET.
In termini assoluti, questo significa circa 1,3 milioni di giovani NEET nella fascia 15–29 anni. Se invece si considera la fascia 15–34 anni, il numero supera i 2 milioni.
Per iniziare, è fondamentale comprendere il quadro generale. Senza una fotografia precisa della situazione italiana, infatti, sarebbe impossibile analizzare il fenomeno NEET in modo efficace. Per questo motivo, partiamo dai dati ufficiali più aggiornati.
Il fenomeno non è distribuito in modo uniforme. Infatti, i dati mostrano differenze molto marcate:
Regioni con i valori più alti (2024):
Regioni del Centro-Nord:
Inoltre, l’incidenza risulta più elevata nelle aree metropolitane del Sud, mentre tende a diminuire nelle zone rurali.
👉 Nota importante: Valori superiori al 30% per singole città non sono confermati da fonti ufficiali. Per questo motivo, è corretto evitare stime comunali troppo precise.

Inoltre, per interpretare correttamente il fenomeno, è necessario considerare il ruolo dell’istruzione. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il livello di studio non sempre protegge dall’inattività. Per questo motivo, è importante approfondire il cosiddetto “paradosso del diploma”.
I dati Openpolis mostrano un risultato sorprendente:
Questo accade perché, nonostante il diploma sia considerato un traguardo importante, non garantisce un accesso immediato al lavoro. Il motivo principale è il mismatch tra scuola e mercato del lavoro: le competenze richieste dalle imprese non coincidono con quelle acquisite durante il percorso scolastico.
A questo punto, diventa essenziale andare oltre i numeri. Infatti, solo analizzando le cause strutturali è possibile comprendere perché l’Italia continui a registrare valori così elevati rispetto alla media europea. Le ragioni sono molteplici e spesso interconnesse.
Secondo le analisi Openpolis, le cause principali sono quattro:
👉 Questi fattori, combinati, rendono più difficile la transizione scuola-lavoro.
Di conseguenza, dopo aver analizzato dati e cause, è il momento di passare alla pratica. Per uscire dal limbo NEET, infatti, non basta conoscere il problema: serve un percorso concreto, semplice e immediatamente applicabile. Ecco quindi un piano d’azione in quattro step.
Per superare questa fase, è quindi fondamentale agire in modo strategico. Ecco un percorso pratico e immediato.
Step 1 — Attivati con i servizi di politica attiva per i giovani NEET (ex Garanzia Giovani e strumenti successivi)
Oggi i servizi pubblici per l’impiego e gli operatori accreditati delle politiche attive del lavoro continuano a offrire percorsi di orientamento, formazione, tirocini e accompagnamento al lavoro, spesso sulla base dell’esperienza e delle pratiche sviluppate con il programma Garanzia Giovani.
Step 2 — Riscrivi il CV valorizzando le competenze
Metti in evidenza:
Step 3 — Scegli percorsi pratici e brevi
Gli ITS e i corsi professionali intensivi offrono:
Step 4 — Cerca orientamento professionale qualificato
Un supporto esperto può aiutarti a:
La famiglia può fare la differenza, soprattutto se:
In definitiva, il fenomeno NEET in Italia rimane una sfida complessa, ma non per questo insormontabile. Anzi, grazie ai dati aggiornati e a una maggiore consapevolezza delle cause strutturali, oggi è finalmente possibile costruire un percorso di uscita più rapido ed efficace. Inoltre, scegliendo percorsi formativi pratici, potenziando le proprie competenze e affidandosi a un orientamento professionale qualificato, ogni giovane può trasformare l’inattività in un’opportunità concreta.
Allo stesso tempo, il ruolo della famiglia continua a essere fondamentale: quando supporto, autonomia e responsabilità si intrecciano, il cambiamento diventa molto più semplice. Per questo motivo, è essenziale non restare fermi. Al contrario, è proprio adesso che serve fare il primo passo!
E se vuoi davvero ripartire, Agenziapiù può accompagnarti lungo tutto il percorso. Perciò, non rimandare ancora:
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