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Giovedì, 15 Gennaio 2026
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Il Calcolo TFR è un’operazione fondamentale per ogni lavoratore italiano: il Trattamento di Fine Rapporto, spesso chiamato “liquidazione”, rappresenta una parte differita della retribuzione che matura mese dopo mese. Disciplinato dall’art. 2120 del Codice Civile, il TFR dipende da variabili cruciali come la retribuzione annua, l’inflazione e le aliquote fiscali.
In questa guida aggiornata al 2026, vedremo nel dettaglio come calcolare la maturazione, come funziona la tassazione e quali sono le differenze tra il TFR mantenuto in azienda e quello versato al Fondo Tesoreria INPS.
La maturazione del TFR è un processo matematico preciso che non lascia spazio a improvvisazioni. La quota annua si calcola con la seguente formula:
In generale, nel calcolo del TFR rientrano tutte le somme corrisposte a titolo non occasionale, tra cui:
Esclusioni: Di norma, non rientrano nel TFR i rimborsi spese e gli straordinari occasionali, salvo diverse disposizioni previste dai singoli CCNL.
Allo stesso tempo, il TFR accantonato negli anni precedenti deve essere rivalutato al 31 dicembre di ogni anno per proteggere il potere d’acquisto del lavoratore contro l’erosione dell’inflazione. La formula ufficiale per il calcolo della rivalutazione è:
Supponiamo un fondo TFR accumulato di 20.000 € con un’inflazione ISTAT del 2%.
Nota fiscale: Sulla quota di rivalutazione si applica un’imposta sostitutiva del 26% (aggiornata al 2026 secondo le disposizioni fiscali vigenti).
La tassazione del TFR varia sensibilmente in base alla modalità di destinazione scelta dal lavoratore:

In definitiva, il datore di lavoro è tenuto a liquidare le somme spettanti entro i termini previsti dai CCNL, solitamente fissati in 30 giorni dalla cessazione del rapporto.
Tuttavia, per le aziende con oltre 50 dipendenti, l’erogazione è garantita dal Fondo di Tesoreria INPS, il che assicura il pagamento anche in situazioni di crisi aziendale o fallimento.
Gli straordinari rientrano nel calcolo TFR?
Sostanzialmente no, a meno che non siano forfettizzati o che il contratto collettivo non preveda una clausola di inclusione specifica.
Il TFR può essere richiesto ogni mese in busta paga?
No, la misura sperimentale (Qu.I.R.) è stata soppressa. Il TFR è tornato alla sua natura originaria di risparmio forzoso.
Cosa succede se il datore non paga entro i termini?
Il lavoratore ha diritto alla decorrenza degli interessi legali. Se il ritardo persiste, a questo proposito, è consigliabile procedere legalmente tramite decreto ingiuntivo.
In conclusione, il Calcolo TFR è un’operazione delicata che richiede una profonda conoscenza normativa e precisione contabile. Proprio per questo, Agenziapiù supporta quotidianamente aziende e lavoratori nella gestione dei flussi retributivi, assicurando:
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